Devo ricordarmi di chiedere a mia Zia Rosaria di raccontarmi da dove Zio Lello prese ispirazione. Da dove nacque l’idea dei Campi Arcobaleno. Furono qualcosa di grandioso…
Quelle cose che ti cambiano la prospettiva, che ti aprono una finestra sul Mondo, che illuminano i pensieri ed il cuore, che modificano la direzione della tua vita. O almeno della mia vita.
Si, quei campi estivi a contatto con bambini e ragazzi provenienti da Europa e dintorni, sono tra le pietre miliari dei miei ricordi ed esperienze, e sono focolai da allora e per sempre accesi nel mio io, nella mia personalità.
Il mio primo Campo Arcobaleno fu nell’estate del 1990. In una scuola sulla via Residenziale di Barra a Napoli. Facevo da accompagnatore, da aiutante generico di mio cugino Giacomo, dei miei zii Lello e Pieraldo, degli adulti coinvolti nell’organizzazione. Credo che prima di allora l’esistenza della Norvegia mi fosse se non sconosciuta quantomeno indifferente. C’era il Belgio, la Svezia, la Grecia, la Russia, la Polonia, come detto la Norvegia, l’Italia, Malta…



I team di Grecia, Norvegia, Malta e Svezia furono quelli a cui mi affezionai di più. Gli anni seguenti avrei reincontrarto alcuni di loro in Scandinavia ed a Malta. Soprattutto gli Scandinavi, emancipati, liberi, semplici, e felici, e con I loro posti essenzuali ma puliti, efficienti ed organizzati, furono per me di grande ispirazione; diventò il loro mondo una specie di traguardo a cui mirare per una vita più libera e più felice. Sentimento che in parte condividevo o almeno credevo di riconoscere in mio zio Pieraldo. Tutto l’anno che seguí vissi nel ricordo dei momenti del Campo e nella contemplazione dei posti dove si era tenuto.
L’anno successivo il Campo Arcobaleno si spostò in una scuola di San Giorgio a Cremano. Luglio 1991. Ero ufficialmente accompagnatore e… traduttore! Nota di orgoglio qui, il mio inglese ormai era a livelli da permettermi questa responsabilità. I ricordi del campo si intrecciano con vicende ed emozioni anche private, che forse dovrei raccontare un giorno. Era un periodo di crescita e cambiamento anche per la mia personalità e consapevolezza, suonavo le tastiere, vestivo diciamo così… istrionico.
Stesso vale per l’estate successiva, il mio terzo ed ultimo Campo, sempre a San Giorgio. Qui conobbi Daniela che per un brevissimo periodo fu la mia ragazza.
Avevo 17 anni, mi ero appena diplomato e mi accingevo ad iniziare l’Università dopo la pausa estiva. Quel terzo Campo Arcobaleno, pieno anche stavolta di conoscenze e di emozioni sempre più adulte o nuove, segno’ sia simbolicamente che praticamente la conclusione della mia adolescenza, come un sipario che si chiude per celebrare un’età vivissima e ricca dietro di sé… e si riapre, affacciandomi su una vera e propria nuova epoca per me che furono gli anni successivi che videro l’Università come sfondo e palcoscenico…
...might be continued….
