Università

Raccontare un quinquennio che va dai miei 18 ai miei 23 anni – che di per se’ sono anni intensissimi e scenario di eventi, cambiamenti, ed esperienze – e’ per me impresa complicata. Ma in questa pagina cerco di ricordare quegli anni primariamente dalla prospettiva dell’esperienza Universitaria, cosa che mi rendera’ la cosa’ un po’ piu’ semplice fornendomi coordinate di riferimento. Eso che sembrera’ una pagina autocelebrativa, ma mia intenzione e’ sempre e soltanto ricordare e scrivere degli anni passati per non perderne la memoria

Mi affascinava la Matematica ma, al rietro dall’ennesima estate a Londra, nel Settembre del 1992 mi iscrissi ad Ingegneria all’Universita’ degli Studi di Napoli Federico II: banale continuazione dei miei studi tecnici delle superiori, compromesso utilitaristico alla mia attitudine e simpatia per la scienza. Tuttavia, una scelta coraggiosa: Ingegneria aveva la fama di mangia studenti, una selezione naturale, solo in pochi superavano i primi esami…
I primissimi mesi frequentavo Manlio R., amico di San Giorgio piu’ grande di me, ed ora ricordo i tempi con lui alla mensa Universitaria. Uscivo con Marianna R. ed i suoi amici, studiavo dalle fotocopie dei libri, e mi riscoprii ad amare la geometria analitica e l’analisi matematica. I corsi erano annuali, iniziavano a settembre e terminavano a Maggio. E l’estate del 93, in soli pochi giorni, superai brillantemente ed al primo colpo glie esami di Geometria ed Algebra Lineare (30) ed Analisi I (27): allora la media degli studenti ripeteva Analisi I almeno un paio di volte, almeno. E li superai mettendoci impegno ma anche provando divertimento e curiosita’. Da quella estate ci fu consapevolezza in me ed in chi mi circondava che anche ad Ingegneria avrei potuto primeggiare.


Tra il 92 ed il 93 intanto cresceva la mia voglia di cantare e scrivere canzoni, scrissi i miei primi e pochi pezzi (Gianni on Trial) ed iniziai a suonare con quello che poi sara’ il mio gruppo storico, i Mr Bloom. Scoprii Lou Reed, lessi “On the road” di Kerouac, e le cose, unita al contesto Mr Bloom, alla mia eta’, ed a tutto quello che mi girava intorno, ebbe un impatto importante sul mio modo di vivere le giornate e l’Universita’. Conobbi Leonardo L. e ricordo con lui i corsi al primo anno, le sigarette Diana blu fumate a piazzale Tecchio fuori lo stadio dopo la pausa pranzo. Vita molto intensa, ma che non mi distrasse dagli studi, ed alla fine dell’anno solare 1994 avevo gia’ completato 6 esami sui 10 del biennio (tra cui Analisi I e II), media importante considerate le strutture e periodicita’ degli anni accademici che terminavano l’estate successiva del 95 (quando avrei raggiunto quota 10 su 10, in perfetto timing!).
Ma tornando al 94…, le agitazioni passionali di quegli anni mi portarono, al rientro da un’altra estate a Londra! (stavolta con Salvio, Pasquale e Leonardo), a decidere di provare a lavorare e vivere ancora piu’ intensamente la vita reale…e cosi’ iniziai a dare una mano a mio zio Giovanni lavorando al suo distributore di benzina a San Giovanni a Teduccio, quartiere di periferia a Napoli… in piena strada, orari e clima sfidanti … e chiedendomi se davvero volessi continuare a studiare. Spesso iniziavo a lavorare all’alba, e vedere la citta’ attorno a te che si sveglia fu una delle sensazioni piu’ belle della mia vita. Ed intanto, seppur a ritmo ridotto, lasciai un filo di speranza vivo con l’Universita’ programmando in questo periodo esami piu’ abordabili (economia, tecnologia) che avrebbero fatto numero e che comunque andavan fatti. Dopo 3 mesi (ma mesi freddissimi da Ottobre a Gennaio, piu’ o meno)… lasciai la pompa di benzina e scelsi di tornare a fare lo studente a tempo pieno.
Avevo scelto l’indirizzo di Ingegneria dei Materiali dal triennio, materie affascinanti, piu’ palbabili di elettronica e meno impregnate di pura teoria o calcoli, ambiente dinamico, giovane e meno affollato di Elettronica e simili.
Il mio vicino di casa, il Sig. Montieri, mi accompagnva molte mattine a Fuorigrotta prima di recarsi alla base Nato dove lavorava. Significava per me svegliarmi alle 5 o le 6 ed arrivare in Ateneo alle 7, molto prima che iniziassero i corsi: ma potevo sedermi in biblioteca, semi vuota, ed approfittare del silenzio e di quelle ore per studiare: a quell’ora, mi accorsi, la mia mente mi sembrava una spugna – riuscivo a leggere e capire tante pagine e tante cose, molto di piu’ che in qualsiasi altro periodo del giorno. Lo studio di una materia attraverso i libri si divideva per me in 3 fasi (che si aggiungevano ovviamente ai corsi seguiti dal vivo): capire, memorizzare, ripetere. In quasi tutta la mia vita da studente ho quasi sempre usato le ore della mattina per capire; i pomeriggi memorizzavo e ripetevo. La sera dopo le 19 non ho quasi mai studiato, se non in prossimita’ di esami.
Nel 95 inizio’ la mia relazione con Valentina R. che duro’ per circa 6 o 7 anni. Cantavo e suonavo coi Mr Bloom con un certo impegno e date in giro per Napoli. Ed intanto… tra il 95 ed il 97 divorai anni accademici ed esami; mi piacevano le materie che studiavo, riuscivo a capirle bene e soprattutto, credo, avevo un metodo operativo di studiare, programmare e preparare esami che si rivelo’ molto efficiente.
I miei appunti dalle lezioni diventarono popolari e venivano distribuiti per gli altri studenti al centro fotocopie del politecnico.
E nel 96/97 iniziai a preparare una tesi sperimentale nel laboratorio di Elettrochimica e Corrosione. Per mia sorpresa, al rientro dopo la pausa estiva del 97, l’Universita’ mi propose l’esame di Laurea a Novembre!

Mi laureai in Ingegneria dei Materiali il 27 Novembre 1997, con il voto di 110/110.
Avevo da poco compiuto 23 anni.

Subito dopo iniziai a collaborare su temi di ricerca con il Dipartimento di Ingegneria dei Materiali e della Produzione dell’Universita’ Federico II e con l’Istituto Nazionale di Fisica della Materia; esperienza che duro’ pochi mesi, fino a quando decisi di accettare una proposta di lavoro da Barilla.
Ma questa e’ un’altra storia…